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silvio_berlscuniSilvio Berlusconi

 

Nato a Milano il 29 settembre 1936

Cariche attuali: imprenditore

Cariche precedenti: Presidente del consiglio: dal 1994 al 1995, dal 2001 al 2005, dal 2005 al 2006, dal 2008 al 2011. Ministro degli affari esteri: 2002, Ministro dell’economia e delle finanze: 2003 e 2006, Ministro della salute: 2006, Ministro dello sviluppo economico 2010, Presidente del consiglio europeo 2003.

Partiti di appartenenza: Forza Italia, Il Popolo Delle Libertà (pdl)

Procedimenti giudiziari con condanna:

Frode fiscale

Il primo agosto 2013 Silvio Berlusconi viene condannato a 4 anni per frode fiscale dal Palazzo di Giustizia di Roma.  La condanna è arrivata in via definitiva al 3° grado di giudizione della Cassazione. Il processo per frode fiscale era iniziato 2005 e riguardava un meccanismo di compravendita di diritti televisivi Mediaset. Il tribunale ha accertato che esisteva un disegno criminoso ideato per alleggerire le tasse da versare su suolo italiano. L’indagine parte dietro segnalazione di un rivenditore di diritti televisi americano che si è visto assegnare a terze società, diritti comprate da Mediaset, alla segnalazione al fisco è partita un indagine della quale solo in parte si è potuto ricostruire il movimento dei diritti televisi e dei pagamenti degli stessi.

Il sistema prevedeva che Mediaset facesse passare l’acquisizione dei diritti televisi attraverso diverse società offshore, tra le quali La Principal Network Communication, La Principal network, intermediari distributori vari tra cui Agrama (socio occulto nelle acquisizioni). Le cifre delle acquisizioni irregolari ammontano a 470 milioni riferiti al 1994 fino al 2000, cadute però in prescrizione, e di 14 milioni riferite dal 2001 al 2003. Oltre alla frode fiscale esisteva anche un’accusa di riciclaggio però caduta in prescrizione.

Tra le motivazioni della condanna si legge: “Non è verosimile che qualche dirigente di Fininvest o Mediaset abbia organizzato un sistema come quello accertato e, soprattutto, che la società abbia subito per 20 anni truffe per milioni di euro senza accorgersene”

La condanna è costata a Silvio Berlusconi la decaduta da senatore e l’interdizione dai pubblichi uffici tramite votazione tenutasi alla camera il 27 novembre 2013.

Il caso Ruby

Il 24 novembre del 2013 Silvio Berlusconi viene condannato in primo grado a 7 anni reclusione per prostituzione minorile, favoreggiamento alla prostituzione, concussione e costrizione. L’indagine parte nel 2010 quando Silvio Berlusconi telefona alla questura di Milano per prendere le parti della marocchina Karima El Mahroug alias Ruby Rubacuori, la ragazza, all’epoca minorenna era stata arrestata per taccheggio. Una volta in questura, Berlusconi telefonò dicendo che fosse la nipote di Mubarak (fatto ovviamente falso). La ragazza interrogata ha affermato di essere stata diverse volte presso la residenza di Arcore di Silvio Berlusconi, qui ricevette spesso soldi dallo stesso padrone di casa, la procura della Repubblica di Milano ha accertato che quei soldi erano in cambio di prestazioni sessuali. La ragazza fino alla maggiore età è stata affidata a Nicole Minetti.

Intercettazione telefonica tra Ruby e suo padre:
Ruby:Silvio ha detto al suo avvocato: dille che le pagherò il prezzo che vuole, l’importante è che lei chiuda la bocca, che neghi tutto… Che io non ho mai visto una ragazza di 17 anni”.

Intercettazione tra Ruby e Antonio Passaro:
Antonio Passato:Come lo chiami?”
Ruby:Papi. Noemi è la pupilla, io sono il culo“.

Reati estinti per prescrizione

  • Tangenti a David Mills, corruzione giudiziaria (non giudicabile grazie al lodo Alfano)
  • Lodo Mondadori, corruzione giudiziaria
  • Bilanci Fininvest 1988-1992, falso in bilancio e appropriazione indebita relativi ai bilanci Fininvest dal 1988 al 1992
  • All Iberian 1, 23 miliardi di lire di finanziamenti illeciti inviati al PSI di Bettino Craxi
  • Consolidato Fininvest, falso in bilancio
  • Caso Lentini, falso in bilancio

 Reati estinti a causa di amnistia

  • Falsa testimonianza riguardo le indagini sulla P2
  • Terreni Macherio, imputazione per falso in bilancio

 Provvedimenti archiviati

  • Concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso e riciclaggio
  • Spartizione pubblicitaria Rai-Fininvest (archiviato per insufficienza di prove)
  • Traffico di stupefacenti
  •  Tangenti fiscali pay TV
  • Stragi del 1992-1993 (concorso in strage)
  • Caso Trani, abuso d’ufficio
  • Caso Saccà, corruzione nei confronti di senatori per far cadere il governo Prodi
  • Abuso nell’uso dei voli di Stato
  • Diffamazione aggravata (diffamazione verso la Coop)

Indagini pendenti, comportamenti non etici e accuse:

I finanziamenti di una banca mafiosa per diventare imprenditore

Nel 1961, per diventare un imprenditore immobiliare, Silvio Berlusconi chiede e ottiene un fido dalla Banca Rasini, la Banca Rasini, è stata una delle principali banche accusate negli anni seguenti di avere rapporti diretti con boss di stampo mafioso e accusata di essere la banca che utilizzavano i mafiosi per il riciclaggio di denaro al nord. Nell’operazione San Valentino verrano arrestati in quegli anni molti clienti e funzionari della stessa banca. Tra i clienti della banca figuravano Bernardo Provenzano, Pippò Calò e Totò Riina. Il padre di Silvio Berlusconi (Luigi Berlusconi) era stato impiegato e successivamente funzionario della banca.

Finanziamenti da banche svizzere a Fininvest

Nel 1975-1976 la guardi di Finanza apre un’indagine riguardante il finanziamente di Fininvest, erano infatti stati intercettati 94 miliardi di lire passati da conti svizzeri, a Fininvest e successivamente riversati su 22 holding. Silvio Berlusconi si avvale davanti al Pm (Antonio Ingroia) della facoltà di non rispondere e a causa del segreto bancario svizzero vi è l’impossibilità di procedere con le indagini.

Accusa di finanziamenti mafiosi

Durante il processo Dell’Utri del 1999, l’allora vice presidente della Banca d’Italia, in una sua consulenza richiestagli dalla procura di Palermo riguardante finanziamenti a Fininvest dal 1975 al 1984 ha dichiarato che non vi era nessuna possibilità di identificare la provenienza di circa 113 miliardi di lire in quanto arrivati nelle casse di Fininvest tramite assegno circolare e contanti. L’indagine era rivolta a identificare apporti di capitali mafiosi nelle casse di Fininvest.

L’iscrizione alla P2 di Licio Gelli

Tina Anselmi, presidente della commissione detta a giudicare la loggia massonica di Licio Gelli, ha senziato che Silvio Berlusconi ottenne finanziamenti da banche gestite da altri appartenenti alla stessa loggia. I finanziamenti sono stati definiti ‘Oltre ogni merito creditizio’, praticamente i finanziamenti erano non allineati con le garanzie offerte.

La escort Patrizia D’Addario

Nel 2009 vengono depositate dalla stessa escort Patrizia D’Addario le registrazioni tra lei e Silvio Berlusconi fatte dalla stessa escort di nascosto nel 2008, questa conversazione è utilizzata nell’inchiesta della Procura di Bari per mettere chiarezza tra i rapporti tra Silvio Berlusconi e il l’imprenditore Gianpaolo Tarantini indagato per corruzione, tangenti e associazione a delinquere.

Il caso Noemi e il divorzio con Veronica Lario

Il 2009 è l’anno dello scandalo Noemi, il tutto parte con una email, indirizzata da Veronica Lario all’Ansa nel mese di Aprile. La moglie di Silvio Berlusconi è molto contrariata dal fatto che suo marito vuole candidare molte ragazze giovani e carine alle elezioni europee senza che abbiano una preparazione politica, praticamente senza nessun merito riconosciuto. Il 2 Maggio Veronica Lario viene a conoscenza che il marito ha partecipato al 18esimo compleanno di una ragazza di nome Noemi, dato questo ha fatto richiesta tramite il suo avvocato, di divorzio nei confronti del marito, le frasi che hanno accompagnato la vicenda, affermate da Veronica Lario sono molto dure nei confronti di Silvio Berlusconi: “Ho cercato di aiutare mio marito, ho implorato coloro che gli stanno accanto di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene. È stato tutto inutile”, “Non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni” , “…figure di vergini che si offrono al drago per rincorrere il successo, la notorietà e la crescita economica”. La notizie ha molto clamore specialmente su media esteri ma in Italia oltre alla sentenza di divorzio non porterà altri problemi per Berlusconi.

Il caso Mara Carfagna

Numerose intercettazioni del 2008 hanno portato alla luce uno scambio di favori sessuali tra Silvio Berlusconi e Mara Carfagna, nonostante queste non siano punibili penalmente evidenziano il ruolo, acquisito tramite Silvio Berlusconi, dell’ex showgirl, come Ministro delle pari opportunità, senza averne nessuna qualifica nè merito. Critiche sono venute anche dallo stesso Pdl.

Editto Bulgaro

Durante una sua visita in Bulgaria, nell’Aprile del  2002, si esprime in maniera molto dura verso Biagi, Luttazzi e Santoro dichiarando che fanno un utilizzo criminoso dell’emittente pubblica. I tre sono stati espulsi dalla Rai fino al 2006, quando vinserò una causa contro la stessa azienda.

Berlusconi, Dell’utri e  Mangano

Nel 1974 Marcello Dell’Utri, raccomanda Vittorio Mangano a Silvio Berlusconi, il quale lo assume come stalliere. Vittorio Mangano secondo le autorità giudiziare invece aveva il compito di evitare problemi di criminalità verso la famiglia di Silvio Berlusconi, il quale temeva nel sequestro di qualcuno a lui legato. Vittorio Mangano infatti è accreditato come appartenente agli ambienti mafiosi della famiglia Porta Nuova ed è stato provato dalla Procura che esisteva un’accordo tra lo stesso Mangano ed esponenti mafiosi quali Stefano Bontate e Girolamo Teresi. Negli anni in cui Mangano e la sua famiglia ha avuto la residenza ad Arcore, presso la villa di Berlusconi,  non ha comunque totalmente cessato le sue attività criminali in quanto è stato arrestato diverse volte, per possesso di un coltello illegale ed altri atti criminali. Paolo Borsellino lo definì “una testa di ponte dell’organizzazione mafiosa nel Nord Italia”. Mangano dopo diversi anni abbandona l’incarico di ”stalliere” tornando a pieno regime nella criminalità organizzata, condannato di pluriomicio morirà in carcere nel 2000.

Rete 4 e Europa 7

Grazie alla legge Gasparri, legge del 2004 di Maurizio Gasparri, Europa 7 che vinse l’asta per trasmettere sulla frequenza di Rete 4, non riuscì mai ad ottenerla. Rete 4 restò prima abusivamente sulle frequenze e dopo grazie alla legge Gasparri riuscì a starci finchè non ci fù lo slittamento al digitale terrestre. La legge Gasparri portò molte poliche a causa di conflitto di interessi, dato che il Presidente del consiglio ne era anche il proprietario e a nulla valsero i procedimenti legali di Europa 7, sia verso la corte europea di il ricorso al Tar dato che nel tempo delle cause variavano sostanzialmente i piani di assegnazione delle frequenze.

Vi prometto un milione e mezzo di posti di lavoro. (Silvio Berlusconi a 5 giorni dalle elezioni)

Vi restituirò l’Imu (Silvio Berlusconi prima delle elezioni ed in volantino)

Commenti

  1. […] presenti ieri 21 Febbraio 2014 a Roma, ma dato che i ‘fedelissimi’ erano troppo pochi Silvio Berlusconi ha deciso di non salire sul palco annullando il suo intervento. Tra i presenti però anche malumori […]

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